La campagna di raccolta del 2025 può essere considerata terminata. Come in tutta la parte continentale dell’Italia è stata una stagione purtroppo da ricordare più per le difficoltà che non per la qualità.
Anche da noi la combinazione di eventi meteo sfavorevoli, non solo dovuti all’innegabile cambiamento climatico, soprattutto nel periodo prossimo alla raccolta, ha favorito la mosca olearia che solo in pochi sono riusciti a contenere. Il risultato più diffuso è stato quello di ottenere un olio extravergine che conserva la riconosciuta genuinità (un alimento si definisce genuino quando non è sottoposto a tecnologie diverse da quelle tradizionalmente utilizzate, né è stato addizionato di sostanze estranee alla sua natura) ma che, rispetto alla consuetudine, perde qualcosa sulla scala della qualità.
Un olio extravergine dove risulta più difficile riscontrare l’amaro e il piccante così come i vari sentori caratteristici delle nostre cultivar (mela, pomodoro verde, carciofo, erba appena tagliata, etc.).
L’extravergine del 2025 evidenzia una notevole differenza rispetto alla pregevolissima qualità della stagione 2024 e può essere ricordato per una minore intensità sensoriale e maggiore morbidezza.
Gli amanti del buon olio extravergine di San Lupo abituati alla gradevolezza dei profumi sia nel naso che nella bocca noteranno la differenza ma comprenderanno che il suo valore non è intaccato. Il pregio del nostro olio si misura anche dal Terroir avvalorato, persino negli anni avversi, dal lavoro di olivicoltori e frantoiani, portato avanti con tenacia e passione, che ci regala un EVO genuino.
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